Ernia del Disco: 4 Step per lasciarsi questo incubo alle spalle

Hai Mal di Schiena?

Hai Dolore, formicolio e intorpidimento lungo la gamba, in una zona bene precisa?

Ti è capitato una o più volte di bloccarti improvvisamente mentre ti sei abbassato per raccogliere le chiavi che ti erano cadute o mentre aprivi una tapparella? quindi per un motivo apparentemente banale?

Allora probabilmente potrebbe essere un ernia del disco 😠

Ovviamente questo non è detto e negli articoli precedenti ti ho mostrato che alcune problematiche, come la Sindrome del Piriforme, possono dare dei sintomi esattamente uguali a quelli provocati dall’ernia del disco.

 

Ma allora come è possibile capire se i tuoi dolori sono dovuti ad un Ernia?

Prima di tutto è necessario che ti sottoponga ad una visita medica (ortopedica, meglio ancora neurochirurgica) e che il medico in questione ti faccia dei test molto semplici per capire se il nervo è in una condizione di compressione, a causa dell’ernia, oppure no.

Quindi CONSIGLIO N°1: E’ NECESSARIO CHE IL MEDICO TI METTA LE MANI ADDOSSO

Ci tengo a ribadirlo perchè purtroppo capita che ci siano dei cialtroni che senza nemmeno farti una visita decente, ti prescrivono lastre o risonanza, dalle quali leggono referto… e udite udite, fanno una diagnosi🤔

E’ importante sapere che la Valutazione Clinica(quindi quando il medico ti mette le mani addosso) è lo strumento più importante per fare una diagnosi.

Gli esami diagnostici devono eventualmente dare una conferma di quello che si pensa, o chiarire una situazione ambigua, ma nella maniera più assoluta DEVONO SOSTITUIRSI ALLA VALUTAZIONE CLINICA.

Ma ritorniamo ai nostri test che sono essenzialmente 2:

  1. Il TEST DI LASEGUE: Durante il quale il medico ti fa sdraiare sul lettino e ti solleva passivamente la gamba a ginocchio esteso, fino ad un certo angolo.

Il test è positivo se durante quel movimento avverti dolore alla schiena e una fitta lungo la gamba.

E in questo caso indica che c’è la possibilità che tu soffra di LOMBOSCIATALGIA e che probabilmente c’è un ernia che va a comprimere il tuo nervo sciatico.

Al contrario se questo test è negativo, allora probabilmente i tuoi dolori non sono dovuti alla presenza di un ernia.

2. TEST PER I RIFLESSI: ad esempio il test per il riflesso rotuleo, cioè quando il medico con il suo martelletto ti da un colpetto sotto il ginocchio.

In una condizione normale ci deve essere un riflesso spontaneo, da parte tua, di estendere il ginocchio.

Se questo è diminuito o addirittura assente, allora una delle cause potrebbe essere proprio la presenza di un ernia che va a comprimere il nervo e quindi a condizionarne il corretto funzionamento.

Dopo questa valutazione, unita alla raccolta di tutta l’anmnesi e cioè della tua storia di dolore, allora il medico può essere in grado di fare diagnosi e quindi eventualmente dirti che il tuo dolore è dovuto alla presenza di un ernia.

A questo è sempre giusto che il tuo medico ti prescriva un Esame Diagnostico?

In realtà NO.

l’anamnesi e gli esami clinici possono essere sufficienti per fare diagnosi e di conseguenza può essere inutile e dispendioso fare altri tipi di indagine.

Addirittura in alcuni casi richiedere degli esami ancor prima di fare una valutazione può essere addirittura fuorviante ed ora ti spiego perchè!

Ti sei mai chiesto perché alcune persone hanno delle ernie e dal dolore sono costrette addirittura ad operarsi e altri che pur avendo delle ernie, magari riescono a superare il loro problema solo con utilizzo di farmaci e una buona fisioterapia?

Addirittura ci sono persone che pur avendo delle protrusioni nella loro vita non sviluppano mai dolore e magari si accorgono di avere quel problema perché fanno una risonanza per altri motivi.

Questo avviene per un motivo ben preciso.

Il tuo corpo, nella sua interezza, non è uno spettatore silente davanti ai problemi che man mano si possono manifestare nell’arco di una vita.

Quando si presenta un problema, ad esempio un’ernia, il tuo corpo in maniera del tutto inconsapevole mette in atto una serie di compensi per farti andare avanti e per non farti sentire dolore.

I compensi si traducono soprattutto in cambiamenti della tua Postura.

In molti casi questo può essere sufficiente affinchè tu non senta dolore o comunque per farti andare avanti negli anni.

Il dolore, la limitazione, diventano insopportabili, cronici, nel momento in cui il tuo corpo perde il potere di compensare…la tua postura è talmente compromessa da non avere più modo di trovare una via di fuga.

A questo punto ti chiedo:

Come può una risonanza, una fotografia di una zona del tuo corpo, tradurre questo stato?

Come può parlare dello stato di compenso che negli anni hai dovuto affrontare?

Come può aiutare me o un altro terapeuta a capire come è partito tutto e qual è la causa scatenante del tuo dolore?

Richiedere una risonanza ad una persona che ha dolore alla schiena e scoprire attraverso essa che è presente un ernia, ti porta a credere che il dolore debba essere per forza associato alla sua presenza, quando invece non è così.

Magari la tua ernia non ti da alcun problema e ciò che scatena il tuo dolore dipende da altro:

  • Una tensione Viscerale
  • La presenza di una cicatrice
  • Una contrattura anomala di uno o più muscoli
  • e tantissimi altri motivi

Per questo è fondamentale fare prima una valutazione e poi solo in alcuni casi richiedere degli esami aggiuntivi.

A questo punto, facciamo finta che tu abbia fatto un ottima visita medica e fisioterapica e che la tua diagnosi sia legata solo ed esclusivamente alla presenza di questa ernia.

 

Dopo la Valutazione qual è il secondo step da seguire?

Nella maggior parte delle situazioni, dopo aver appurato che il tuo dolore sia dovuto alla presenza di un ernia il buon medico decide come intervenire.

2 sono gli approcci di competenza medica più importanti:

  1. L’approccio farmacologico
  2. L’intervento chirurgico.

Per fortuna la reale necessità di un intervento chirurgico è molto rara.

E dico per fortuna perchè qualsiasi intervento porta con se degli esiti.

Nel video qui sotto ti parlo in maniera più dettagliata di quando è necessario intervenire chirurgicamente oppure no.

Nella maggior parte dei casi, però il medico reputa che l’intervento non sia necessario e quindi ti prescrive dei farmaci per eliminare il tuo dolore.

Questo approccio, in alcuni casi, è assolutamente necessario soprattutto in una fase acuta.

Il problema nasce nel momento in cui il percorso si ferma qui o addirittura quando i farmaci diventano un rifugio continuo dal dolore e quindi non è più limitato ad un periodo breve.

Scrivendoti questo mi viene in mente una mia paziente, Stefania.

Stefania quando è venuta da me, mi ha raccontato di un dolore cronico che ormai si portava dietro da anni.

Un dolore che puntualmente si ripresentava nei momenti della sua vita e che le rovinava vacanze, feste in famiglia, iniziative riguardo a qualsiasi attività sportiva o altro.

Ormai era terrorizzata completamente dal dolore e i farmaci erano diventati per lei l’unico modo per rendere più sopportabile il suo stato, nonostante questo fosse assolutamente temporaneo.

Il problema diventò sempre più grave perchè i soliti farmaci che prendeva non bastavano più e quindi era costretta a ricorrere a farmaci sempre più pesanti e dannosi: cortisonici, oppiacei, ecc.

Addirittura c’erano momenti in cui, nonostante il dolore non fosse così forte, prendeva farmaci per paura che il dolore potesse intensificarsi.

Quindi farmaci presi per una finta prevenzione che in realtà non facevano altro che peggiorare il suo stato generale di salute.

E’ stato difficile prenderla per mano e non solo aiutarla a capire l’origine del suo dolore ma anche disintossicarla da quella che era diventata una vera e propria dipendenza fisica, ma soprattutto psicologica.

Per fortuna, nonostante le resistenze e le difficoltà iniziali, Stefania ce l’ha fatta 💪

Se sei anche tu in questa situazione perchè sei convinto che prima o poi passerà o addirittura ti sei rassegnato a questa condizione, voglio darti purtroppo una brutta notizia:

Non passerà e non rimarrà sempre uguale… purtroppo peggiorerà!

Quindi dopo aver avuto una Diagnosi Certa di ernia del disco, dopo aver escluso l’eventuale intervento chirurgico, dopo aver fatto una breve cura farmacologica per contenere il dolore acuto, NON DEVI FERMARTI.

Se vuoi stare bene è da questo momento che inizia la risalita, la vera cura che ti farà dimenticare cosa significa avere il Mal di Schiena, oppure ti renderà consapevole di quali sono le armi in tuo potere per tenerlo sotto controllo.

E’ il momento di passare al 3° Step.

Il 3° Step è la chiave di volta per capire perché hai un Ernia del Disco e come porre fine al tuo Dolore!

Il 3° Step rappresenta, probabilmente il gradino che non hai mai raggiunto.

Magari ti sei fermato al livello precedente e ti stai ancora chiedendo come mai hai dolore, come mai non passi nonostante la visita medica e le cure farmacologiche alle quali ti sei sottoposto.

Questo è il momento della VALUTAZIONE GLOBALE!

“Ma come?” ti starai chiedendo, “io già ho fatto una visita medica…a che mi serve una seconda Valutazione?”

Purtroppo non sei il solo a chiedertelo, anche perchè questo tipo di valutazione l’ho introdotta da qualche anno nel mio personale approccio al mal di schiena.

Ti faccio un discorso molto semplice che forse ti chiarirà una volta per tutte perchè è necessario fare una visita medica, ma nel contempo perchè non è sufficiente per eliminare definitivamente il tuo dolore.

L’obiettivo della visita medica è capire:

  •  PERCHE’ SOFFRI DI MAL DI SCHIENA
  • CAPIRE SE CI SONO ALTRE CAUSE DI TIPO PURAMENTE MEDICO (tumori, coliche, aneurismi, ecc.)
  • CAPIRE SE E’ NECESSARIO INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE
  • PRESCRIVERE FARMACI

Una volta che il medico ha appurato che i tuoi dolori dipendono da un ernia del disco.

Ha escluso altre cause mediche e ha escluso l’eventualità di un intervento chirurgico(situazione più diffusa).

Ti ha prescritto dei farmaci per contenere l’infiammazione acuta.

Che cosa può fare a questo punto?

Assolutamente niente, se non consigliarti di essere preso in carico da chi a questo punto inizia un percorso di NUOVA VALUTAZIONE E RIABILITAZIONE.

Nuova Valutazione, ed è questo il fulcro di quello che voglio dirti, perchè se il medico ti ha aiutato a capire che il tuo dolore dipende dalla presenza di un ernia del disco, io voglio aiutarti a capire PERCHE’ HAI UN ERNIA DEL DISCO!

A meno che tu non abbia avuto un trauma, il motivo per cui tu abbia sviluppato un ernia del disco e un altra persona no, rimane apparentemente un mistero.

Un mistero che, attraverso la Valutazione si deve assolutamente scoprire.

Si parla di mistero perchè ci sono ragazzi che a 20 anni, senza cause apparenti, hanno un ernia e dolori associati alla sua presenza e persone che a 60 anni e con un lavoro pesante non hanno assolutamente problemi.

Questa è la considerazione che mi ha fatto credere che ci fossero altre cause e che queste ultime rappresentavano la vera chiave di volta per la risoluzione del problema.

Attraverso l’esperienza e lo studio soprattutto in ambito osteopatico, ho scoperto che un ernia del disco non è altro che la punta di un iceberg… l’effetto di un sistema che è andato in sofferenza.

Quel sistema è il tuo corpo.

Per renderti più chiaro quello che dico voglio raccontarti la storia di un mio paziente, Paolo.

Paolo è venuto da me per un dolore al collo e al braccio.

Il suo medico aveva fatto una corretta diagnosi e cioè aveva un ernia del disco cervicale che aveva curato fino a quel momento con collare, riposo e farmaci.

Tutto giusto per contenere lo stato di infiammazione e di dolore che si era creato.

In passato si era addirittura sottoposto ad un intervento chirurgico ma l’ernia si era ripresentata esattamente come prima.

Quando è venuto da me i suoi obiettivi erano di recuperare definitivamente perchè dopo tutto quel tempo di immobilità aveva perso forza, elasticità e resistenza.Si sentiva un vecchietto di 80 anni nonostante ne avesse solo 40.

Oltretutto voleva porre fine una volta per tutte a questo problema che puntualmente si ripresentava.

Le domande che facevo a me stessa dopo il racconto dei suoi problemi erano:

  1. Perchè così giovane e già con un problema di questo tipo?
  2. Perchè la stessa ernia si è ripresentata dopo un intervento chirurgico?
  3. Perchè continuava a bloccarsi a intervalli sempre più brevi?

Ci doveva essere sotto qualche altra cosa. E così era.

Paolo soffriva di gastrite cronica e molto spesso quando mangiava in maniera eccessiva o quando mangiava certi tipi di alimenti, cominciava ad avere nausea e mal di collo.

Lui non riusciva a spiegarsi assolutamente questa strana connessione, ma la Valutazione riuscì a chiarire molte cose.

Riuscii a ricostruire il percorso di compenso che il suo corpo aveva messo in atto in quegli anni pur di consentire a Paolo di andare avanti nonostante tutto.

La prima reale causa era costituita dalla sua Alimentazione.

Paolo amava mangiare e spesso si concedeva pasti abbondanti ricchi di zuccheri, lieviti e grassi.

Inoltre aveva capito che mal digeriva latte e derivati, ma nonostante questo non mancavano mai a tavola.

Tutto questo ha contribuito ad aumentare i suoi problemi gastrici che si intensificavano ancora di più a causa dello stress lavorativo a cui era sottoposto.

Questa condizione di infiammazione cronica aveva creato degli ispessimenti, delle fibrosità a livello della fascia che circonda lo stomaco. Le cosiddette TENSIONI VISCERALI.

Come puoi vedere dall’immagine qui a fianco è come se si creasse del nuovo tessuto.

All’interno di queste fibrosità possono trovarsi intrappolate e compresse delle strutture che passano proprio in quella zona.

Ed è quello che successe a Paolo.

La struttura che era compressa era il suo nervo vago e in seguito a questa compressione, Paolo cominciò a soffrire di diversi sintomi, apparentemente non correlati tra di loro:

  • Nausea e cattiva digestione
  • Continua rigidità e tensione ai muscoli del collo
  • Tachicardia
  • e infine la sua ernia

“Ma come potevano essere correlati tutti questi sintomi così diversi tra di loro?”, ti starai chiedendo.

Il nervo vago è un lunghissimo nervo che origina dal nostro cranio e innerva l’esofago, il cuore, lo stomaco, prima parte dell’intestino, ecc.

Quando una parte del nervo, in una zona viene schiacciato, si crea una sorta di corto circuito lungo tutto il percorso del nervo, creando quindi dei sintomi come la tachicardia che sembrano non centrare assolutamente niente.

Nel caso specifico di Paolo, quello che era successo tale da favorire la comparsa dell’ernia, è facilmente spiegabile attraverso un dato anatomico e fisiologico ben preciso.

Lungo il suo decorso il nervo vago presenta diverse diramazioni, come ad esempio il nervo accessorio che va ad innervare il muscolo trapezio(muscolo fondamentale del collo).

Ed ecco che una compressione del vago, aveva creato un irritazione del nervo accessorio, causa a sua volta di una contrazione cronica del trapezio.

Ecco perchè Paolo ha sofferto per tanti anni di dolori al collo, nonostante cure fisioterapiche e farmaci che andavano a spegnere temporaneamente il sintomo senza andare a lavorare sulla causa scatenante dei suoi dolori e quindi la compressione del nervo vago.

Ovviamente Paolo a causa di un dolore cronico al collo, ha cercato involontariamente di sentire meno dolore attraverso delle posture antalgiche che però col tempo hanno gravato in maniera anomala sulle sue vertebre cervicali, tali da creare la formazione di un ernia.

Questo era il motivo per cui, anche dopo un intervento chirurgico, l’ernia si era riformata nuovamente.

Era stata per l’ennesima volta limata la punta dell’iceberg, senza capire il meccanismo alla base che aveva creato quel problema.

Solo grazie alla Valutazione sono riuscita a risalire alla causa presunta del suo problema e grazie a questo scegliere l’approccio più opportuno per Paolo.

Lo step della Valutazione è fondamentale perchè consente di entrare in stretta connessione con la problematica del paziente che ho di fronte, al di la della sua diagnosi e al di la del suo dolore.

Tu puoi avere un ernia esattamente come quella di un altra persona. Puoi avere lo steso dolore di un altra persona ma la causa che lo ha scatenato è completamente diversa.

Ed è da qui che bisogna partire se si vuole risolver il problema una volta per tutte.

A questo punto entra in gioco il 4° Step fondamentale per la risoluzione.

Un trattamento Specifico e Personalizzato è l’unico modo che hai per Curare il tuo Mal di Schiena. Ecco il 4°step.

Per curare il mal di schiena esistono migliaia di strumenti diversi e non posso dire nemmeno lontanamente di conoscerli tutti.

E c’è anche da dire che si può raggiungere un buon risultato in termini di risoluzione del dolore anche con dei trattamenti completamente diversi fra di loro.

C’è, ad esempio, chi ha avuto dei buoni risultati con la terapia manuale e chi no. Chi ne ha avuti con la Tecar e chi no, ecc.

Quindi il nocciolo della questione non è solo il tipo di strumento che si utilizza ma soprattutto il motivo per cui viene scelto.

CIO’ CHE DEVE DIREZIONARE LA SCELTA TERAPEUTICA E’ LA CONSAPEVOLEZZA CHE A PARITA’ DI SINTOMI E PROBLEMI, LA CAUSA PUO’ ESSERE DIVERSA E DI CONSEGUENZA DIVERSO DEVE ESSERE IL TRATTAMENTO.

Ognuno di noi è un essere unico e irripetibile che manifesta la propria diversità non solo negli aspetti puramente estetici, caratteriali o altro, ma anche nel modo in cui sviluppa una determinata patologia.

Un ernia del disco può essere il frutto di uno squilibrio:

  • Meccanico
  • Alimentare
  • Viscerale
  • Psicologico

Quindi come potrebbe essere scelto un approccio uguale per ognuno?

Purtroppo, anche se sembra un ovvietà, questo aspetto non viene affatto considerato e quello che mi capita spessissimo di vedere sono prescrizioni sempre uguali e protocollate per ognuno.

C’era un medico con il quale avevo una collaborazione dalle cui prescrizioni comparivano sempre “10 massaggi, 10 tecar, 10 rieducazioni posturali”, per qualsiasi tipo di mal di schiena.

Se diversa è la causa del mal di schiena, assolutamente diverso e specifico deve essere l’approccio terapeutico che deve essere slegato da qualsiasi protocollo.

E’ importante avere gli strumenti giusti ma soprattutto sapere quando è opportuno utilizzare gli uni o gli altri.

Ad esempio nel caso di Paolo, l’approccio più indicato è stato lavorare attraverso delle tecniche manuali di tipo viscerale a livello dello stomaco, per eliminare e alleggerire la compressione del vago.

Se il suo mal di schiena fosse stato causato da uno squilibrio posturale, dovuto ad un vecchio trauma, l’approccio più indicato sarebbe stato la rieducazione posturale.

Come dice spesso uno dei miei maestri, ogni buon terapeuta possiede una valigetta, all’interno della quale ci sono migliaia di tecniche e di approcci…quello che conta è saper scegliere quella tecnica specifica in grado di aiutare quella persona unica e irripetibile anche nella manifestazione della sua patologia.

Le caratteristiche fondamentali che deve possedere un approccio terapeutico per essere efficace e risolutivo sono 2:

  1. LA GLOBALITA’
  2. LA SPECIFICITA’

2 caratteristiche apparentemente contraddittorie ma che in realtà sono due facce della stessa medaglia.

La globalità rappresenta la capacità da parte del terapeuta di non focalizzarsi solo ed esclusivamente sul sintomo e sul tratto anatomico sofferente.

Nel caso di Paolo, ad esempio, l’ ernia del disco era dovuta ad una tensione viscerale a livello dello stomaco.

Se non si considerassero le connessioni anatomiche e fisiologiche non si riuscirebbe a capire che ogni problema ha per forza una ricaduta su un altra zona del corpo.

La specificità, invece, rappresenta la capacità di scegliere l’approccio più indicato per quella persona a prescindere dalla diagnosi e dalla sintomatologia dolorosa.

Proprio per questo motivo non posso in questo articolo darti un protocollo di esercizi o di terapie assolutamente risolutive per la tua ernia del disco.

Ma ci tengo a darti 2 consigli fondamentali che potrebbero mettere al riparo il tuo portafoglio e soprattutto possono orientarti verso la giusta scelta terapeutica.

  1. La prima è di NON fidarti di medici che ti fanno prescrizioni generiche senza curarsi del tuo problema specifico.
  2. Il secondo è di NON fidarti di osteopati o fisioterapisti che eseguono quelle prescrizioni alla lettera, senza farti uno straccio di valutazione e senza preoccuparsi degli effetti che sta avendo quella terapia.

Ma ci sono degli Esercizi Specifici che possono essere consigliati per chi soffre di Ernia del Disco?

Siccome voglio lasciarti qualcosa di pratico, oltre agli importantissimi consigli che ti ho dato, ti invito a guardare il video qui sotto dove puoi trovare 3 Esercizi da fare per alleviare il dolore provocato da un Ernia.

In attesa di percorrere tutti gli step che ti ho elencato precedentemente avrai quindi uno strumento per iniziare a lavorare sul tuo problema.

L’obiettivo di questo articolo non era quello di spiegarti per l’ennesima volta com è fatta un ernia e quali sono i suoi sintomi.

Avrai letto mille articoli e post a riguardo e sono convinta che sai esattamente di quello cui stiamo parlando.

Il mio obiettivo è quello di darti gli strumenti per riconoscere se il percorso che hai intrapreso fino ad ora è quello giusto per poter uscire fuori da questo incubo.

Spero di esserci riuscita☺️

Ti consiglio  di approfondire la tua problematica legata alla schiena magari partendo dalla lettura dell’Ebook Gratuito che puoi scaricare cliccando qui sotto.

Nell’Ebook ti parlerò delle possibili cause di Mal di Schiena, anche se apparentemente non centrano niente, e di quali sono gli Errori più comuni che si commettono quando si ha mal di schiena.

Se hai domande, commenta pure qui sotto e ti risponderò il prima possibile!

Spero che l’articolo ti sia piaciuto. Nel caso, metti mi piace e condividi! Non fare l’egoista 😛

Un abbraccio,

Nadia Forte

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